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Finale
Al di là delle porte del tempo

“ Ci sono storie che meritano di essere raccontate, storie che devono essere dimenticate. Ma tutte le storie vanno vissute. ”

Incastri – Corea del Sud 

Mentre il veliero costeggia la Corea del Sud, ripongo sulla mia scrivania tutti gli indizi raccolti durante questo epico viaggio. Devo trovare un pattern, un significato, una strada che mi porti sulla giusta rotta. Ecco che sul legno si compone la storia di questi mesi passati per mare: libri di leggende e storie per bambini, decorazioni di ceramica, diari ingialliti dal tempo e polaroid sbiadite. Proprio mentre osservo ogni indizio raccolto sento bussare alla porta della mia cabina. Invito ad entrare chiunque si trovi dall’altra parte del legno scheggiato. Con un cigolio, Yaeko fa il suo ingresso nel mio studio. Sembra pronta all’avventura, come se sentisse anche lei, proprio come me, questa elettricità che sembra farsi sempre più intensa. I lunghi capelli neri sono raccolti in una coda alta e gli abiti che indossa sono pratici, perfetti per andare in esplorazione. Yaeko mi saluta, per poi notare tutti gli oggetti sul tavolo. Mi chiede di cosa si tratti, così mi ritrovo a spiegare tutte le tappe del mio viaggio e i vari ritrovamenti. Vedo i suoi occhi sottili e profondi, come ritagli di cielo notturno, soffermarsi sulle istantanee che ritraggono Amaranta e i suoi tatuaggi. Rimango in silenzio, nell’attesa che sia lei a parlare. Finalmente alza il volto, l’espressione stupita. Ha già visto quei simboli. Le chiedo di mostrarmi dove e lei, senza proferire parola, prende la mia mano e mi trascina fuori dalla cabina. La seguo sul ponte, dove vengo accolto dalla brezza fresca e salmastra del mare. Davanti a noi la costa coreana: fra le rocce, un templio. Yaeko mi spiega che ci troviamo di fronte al templio di Haedong Yonggung, risalente al quattordicesimo secolo. Ma non è tutto. Proprio fra queste rocce si nasconde una parte del templio, in una grotta alla quale raramente si può accedere. Ed è proprio sulla pietra umida che ne riveste la volta che Yaeko, da bambina, aveva visto i simboli che incontro ormai da mesi.

La terra al di là del tempo

Lasciato il veliero ancorato nel porto più vicino, decidiamo di avventurarci nella grotta. Le visite purtroppo sono terminate e il sole è già affogato nelle acque nere del mare. Siamo quasi rassegnati a dover attendere il giorno seguente, ma proprio mentre stiamo per risalire dall’irto sentiero sentiamo delle voci. Fra loro, sento quella di un uomo dal forte accento russo avvicinarsi sempre più. Ci nascondiamo dietro un masso ed ecco che un gruppo di quattro uomini appare sul sentiero. Sulle loro spalle dei fucili. Yaeko ed io scambiamo uno sguardo nella penombra. L’uomo che apre la strada agli altri sta spiegando come raggiungere “la terra che li renderà ricchi”. Ho un brutto presentimento, che viene confermato dal suono di catenacci che vengono rotti. Il gruppo di malintenzionati ha forzato l’ingresso della grotta. Yaeko mi sussurra che dovremmo seguirli, per evitare che distruggano il templio. Annuisco. Lentamente ci avviciniamo all’ingresso della grotta, sporgendoci per vedere dove si trovano gli uomini. Vedo nel buio la luce della loro torcia scomparire dietro la curva di un tunnel in fondo. Faccio per seguirli, ma Yaeko mi blocca con il braccio e indica invece il lato destro della grotta. Senza porre domande, seguo la ragazza che con passo felpato ha ormai superato il cancello semiaperto. Ci inoltriamo in un altro cunicolo, mentre Yaeko mi spiega che è nella sala in fondo a questo tunnel che si trovano le iscrizioni. Dopo qualche minuto, arriviamo in una stanza molto più ampia e umida. Finalmente alziamo la luce della nostra torcia. Sulla volta della grotta, numerose figure animali si incastrano in un intricato disegno inciso nella roccia stessa. Ormai ho imparato a memoria la legenda sul diario del padre di Amaranta e riesco quindi a decifrare il contenuto del messaggio. Prendo per mano Yaeko, trascinandola con foga fuori dalla grotta. Solo una volta superato il pericolo, in salvo sul veliero, spiego a Yaeko e alla mia ciurma cosa ho scoperto. Il tempo però stringe: dobbiamo raggiungere delle coordinate entro la mezzanotte. Mentre ci allontaniamo, penso ai bracconieri: sono certo si tratti degli uomini che ci stanno inseguendo da tempo, probabilmente alla ricerca di qualcosa di molto prezioso. Devo arrivare per primo, per evitare che il segreto che il mio mentore voleva svelarmi venga depredato da degli uomini senza scrupoli. Raggiungiamo le coordinate indicate nella grotta, siamo in alto mare e la luna è esattamente di fronte a noi. Il suo riflesso crea una scia luminescente nel mare buio. Mancano pochi minuti alla mezzanotte. Due. Uno. Siamo tutti trepidanti sulla prua. Ed ecco che la luce della luna sembra creare un tunnel di luce, l’intensità è aumentata in maniera irreale. Io prendo il controllo del timone e viro verso il tunnel di luce. Qualche attimo ed è giorno. Qualche attimo e davanti a noi non c’è più l’orizzonte infinito, ma un’isola poco distante. Anche da qui è particolare. Vedo una sorta di giungla, ma anche un piccolo vulcano innevato e… un deserto ad ovest. Ci guardiamo meravigliati, ancora confusi. Attracchiamo vicino alla spiaggia più vicina, decisi ad esplorare la misteriosa isola. Cosa si nasconderà al suo interno e perché il mio mentore voleva portarmi qui? Scendiamo cautamente, non sappiamo se ad accoglierci ci sarà qualche popolo. Sulla sabbia bianca però non troviamo nessuna figura umana ad accoglierci, solo quello che sembra essere il nostro fantomatico volatile. Ci guarda incuriosito, per poi alzarsi in volo e sparire nella giungla più vicina. Man mano che ci addentriamo nella frescura, incontriamo piante mai viste e animali unici nel loro genere. Nessuno di noi ha mai visto nulla di simile.

Finalmente arriviamo in una radura. Fra gli alberi che si diradano, qualcosa che non ci aspettavamo. Sul grande albero centrale si erge una sorta di casa rudimentale, fatta di legno. Non sembra al massimo delle sue condizioni, ma decido comunque di salire con cautela. All’interno rimangono poche cose: un vecchio fornello da campeggio, qualche strumento di pesca e una scatola. Solo aprendola inizio a capire. All’interno, una mappa scritta con i simboli della grotta e un foglio arrotolato. Lo srotolo e inizio a leggere. Ci siamo. Il momento di svelare il significato del mio viaggio è arrivato e io non posso crederci. Rileggo le parole d’inchiostro lasciate qui dal mio mentore, tremante. Poi metto la lettera in tasca insieme alla mappa e scendo. La ciurma nota il mio sguardo sconvolto, ma non ho tempo di spiegare nulla. Yaeko lancia un grido e ci voltiamo tutti. Ma il suo non era un grido di paura, al contrario. Meravigliata, Yaeko sta osservando l’animale apparso ora nella radura. Un dodo, in teoria estinto da lungo tempo. Eppure è lì e non ci sono dubbi, il contenuto della lettera è stato confermato davanti ai miei occhi. Devo muovermi e assicurarmi che i bracconieri non riescano a raggiungere l’isola. Mentre torniamo di fretta verso il veliero, spiego agli altri il contenuto della lettera. Durante i suoi anni in Marina, il mio mentore faceva parte di un programma segreto mirato a investigare su delle misteriose sparizioni navali. Una volta seguiti i vari indizi, il mio Mentore e Hilario avevano scoperto che in realtà la Marina voleva impossessarsi di un luogo meraviglioso e unico al mondo: un’isola sulla quale coabitavano tutti gli habitat terrestri, e sulla quale specie ormai estinte vivevano indisturbate dall’uomo. Una volta scoperta la verità, i due decisero di mentire ai propri superiori e negare di aver trovato il modo per accedere all’isola. Si giurarono di non rivelarne mai a nessuno la presenza, così celarono ogni traccia e indizio per raggiungerla. Questo era ciò che raccontava la lettera, dedicata a chiunque in futuro avrebbe trovato l’isola. La lettera terminava con una preghiera: la richiesta di non divulgare la presenza dell’isola e di preservare quell’angolo di mondo ancora non intaccato dagli errori dell’uomo. Termino il mio racconto mentre il veliero riparte, in direzione del sole. Il corridoio di luce si espande nuovamente, basta qualche secondo e la notte ricopre ancora le nostre teste. Siamo in mezzo al mare deserto quando guardiamo l’orologio: è mezzanotte e un minuto, ma la nostra presenza sull’isola si è protratta almeno per qualche ora. Vorrei prendere tempo per pensare a ciò che è successo, ma devo portare a termine la promessa che inconsapevolmente ho stretto con il mio mentore: davanti alla nostra prua, ecco un’altra nave. Sono i bracconieri incrociati nella grotta, che ci puntano dei fucili. Ma fra loro c’è anche una donna. È Violet. Sono esterrefatto, soprattutto perché il suo sguardo non è quello dolce che ricordo. Ridendo, mi dice “sorpresa” e poi mi chiede di consegnare la legenda per comprendere le incisioni della grotta. Annuisco accigliato e lancio sulla loro barca la pergamena contenente la mappa. Yaeko, con le lacrime agli occhi, cerca di fermarmi. Io sono più veloce e Violet agguanta la pergamena. I bracconieri ridono, mentre ripartono verso la costa. Yaeko mi guarda delusa, ma io sorrido e spiego la verità. La mappa con la legenda è sbagliata. Nella lettera, il mio Mentore spiegava di aver creato la mappa scorretta per una futura eventualità. La mia ciurma esulta e gli occhi di Yaeko brillano di ammirazione. Per festeggiare, mentre viaggiamo verso Okayama banchettiamo con un piatto di Bastoncini con riso nero all'oro e insalata di alghe. Intanto, in un cestino di metallo sul ponte brucia la il diario di Hilario con la legenda, insieme alle polaroid e agli altri indizi raccolti che possano rivelare la posizione di quell’isola al di là del tempo. Ci sono storie che meritano di essere raccontate, storie che devono essere dimenticate. Ma tutte le storie vanno vissute.