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Capitolo uno
Alla ricerca del mentore

“ Sono sempre stato destinato a questo, solcare i sette mari e vedere il mondo, per raccontarlo a chi invece rimane nel proprio porto. E ad aiutarmi a farlo, fu proprio il mio mentore. ”

Una missione importante - Italia

Il mio veliero solca le onde placide e calde del Mar Tirreno. Sin da piccolo, ho imparato a svegliarmi prima di tutti, così da poter vedere il sole sorgere: questo è uno dei tanti insegnamenti del mio mentore. Infatti, è a lui che è rivolto il mio pensiero, mentre osservo la luce irradiare di fuoco la costa davanti a me. E incastonata nella costa, come un gioiello perduto nel tempo, ecco Trapani, la mia prima destinazione. Mi sento forte e libero qui sulla mia prua, se penso che solo pochi giorni fa, in questo esatto momento, mi trovavo nella nebbia salmastra del porto di Genova a raggruppare la ciurma per il mio primo viaggio. Alcuni di loro si sono svegliati in questo momento, e mi hanno raggiunto sul pontile per poter essere i primi a scorgere terra. È qui che getterò la mia prima ancora, per andare alla ricerca di una persona molto speciale: l’unica che possa sapere dove si nasconde il mio mentore, che da tempo ha abbandonato le onde per rifugiarsi in un luogo segreto.

Una missione importante - I viaggi del capitano - Findus

L’amico ritrovato

Buio e luce: luce bianca, abbagliante, come quella che mi ha accolto nelle saline di Trapani. È lì, infatti, che lavora Michele, figlio del mio mentore e mio caro amico. Nella cucina della casa di Michele, immersa nelle saline e all’ombra del monte Erice, ho gustato i miei Fish Burger con insalata di finocchi alla trapanese. Accompagnati dal sapore dolce delle arance e dal preziosissimo sale trapanese, Michele ed io abbiamo parlato della nostra infanzia. È stato bello ricordarci a bordo del veliero di suo padre, quando lui ci chiamava ancora capitani di domani e noi indossavamo il suo cappello, sognando in grande. Ma il mare mi chiamava: così sono partito sul far della sera, salutando Michele e la Sicilia, per partire alla volta della Grecia.

La fine della ricerca? - Grecia

È notte fonda, quando alle luci delle stelle si aggiungono le luci di Hora, la piccola cittadina arroccata sulla costa frastagliata dell’isola di Folegandros.

Raggiungiamo la riva più vicina, rimanendo sul veliero per la notte. Dopo una cena a base di Bastoncini con Omega 3 su pita alla greca con salsa tzatziki, mi ritiro nella mia cabina, ma il sonno tarda ad arrivare.

Così, decido di passeggiare lungo la spiaggia. Nel buio, con la sabbia schiarita dalla luna bianca come onde di spuma, mi lascio inebriare dal profumo del mare. E mentre torno verso il veliero, qualcosa spezza l’orizzonte: tre balene dal becco appaiono dalle acque, baluginando per qualche secondo, per poi scomparire nuovamente nelle profondità della notte.

Il mattino dopo, lascio la ciurma per incamminarmi verso la Chiesa di Panagia. La terra rossa che la circonda, sulla vetta del monte, ne fa risaltare ancora di più le mura bianchissime. Proseguo, sotto il sole cocente, fino a che la strada non si dirama in un piccolo viale di terra battuta. Proprio come diceva Michele, il sentiero porta dall’altro lato dell’isola, sino a una piccola casa sull’orlo del monte. Spero di incontrare finalmente l’uomo che mi ha reso Capitano, per poterlo ringraziare a bordo del mio primo veliero. Busso così sulla porta di legno azzurro, e attendo.

Ma ad aprirmi è una coppia di anziani, che si prende cura della casa mentre il mio mentore è in viaggio, probabilmente ancora in sosta a Istanbul: non mi scoraggio, e torno verso il porto. Non mi resta che andare alla volta della Turchia.

Un dono prezioso - Turchia

Adesso capisco cosa intendeva il mio mentore quando nei grigi pomeriggi d’inverno, chiusi nella stiva per ripararci dalla burrasca, raccontava a me e agli altri bambini la sensazione unica dell’arrivare in una nuova terra, per la prima volta. Nel vedere Istanbul sotto le luci del mezzogiorno, accecato dalla Basilica di Santa Sofia che scintillava come il mare, ho sentito un fremito nel cuore. Sono sceso dal veliero, travolto dai suoni di musicanti e commercianti, dal calore del sole, dai profumi di spezie sconosciute. All’improvviso, tutto aveva un senso: la mia voglia di avventure, di esplorare, il mio sentirmi diverso dagli altri bambini, che non amavano allontanarsi dalla propria casa. Sono sempre stato destinato a questo, solcare i sette mari e vedere il mondo, per raccontarlo a chi invece rimane nel proprio porto. E ad aiutarmi a farlo, fu proprio il mio mentore. Mentre pensavo al destino camminavo, senza curarmi però della direzione. Così, mi sono ritrovato perso nella città vecchia, in un mercato affollato ma pieno di vita. Fra bancarelle di bigiotteria, frutta, stoffe e spezie, una piccola bottega ha attirato la mia attenzione: una porticina contornata da mappe navali antiche, il cui ingresso era oscurato da una tenda blu. Scostandola piano, sono entrato. Ed eccomi dentro un mondo di meraviglia: mappamondi, carte, mappe, bussole e compassi d’ogni sorta regnavano sugli scaffali, nel silenzio irreale dell’antica bottega. Poi, ho notato un altro cliente. E il mio cuore si è fermato. Il mio mentore, più vecchio di vent’anni ma sempre con lo stesso sorriso. Capendo il mio stupore, si è avvicinato per salutarmi con un caloroso abbraccio. E quando ci siamo staccati, mi ha dato un piccolo pacchetto, raccomandandomi di aprirlo una volta tornato sul veliero. Dopo averlo messo in tasca, siamo usciti dalla bottega per prendere un tè alla menta e parlare delle nostre vite negli ultimi vent’anni. Per l’ultima volta, mi sono sentito ancora un piccolo Capitano di domani.

Quando sono tornato sul veliero, era ormai notte fonda. Nella pace delle ore che precedono l’alba, sono salito sul pontile ed ho aperto il pacchetto. All’interno di una piccola custodia di legno, su un letto di velluto blu, c’era lei: la penna stilografica che adesso sto utilizzando per questa parte del mio diario di bordo. L’ho osservata controluce, rigirandola fra le dita, ed allora ho visto una incisione dorata brillare sul suo dorso: 35.8493° N, 14.3804° E. Solo allora capii che la mia avventura era solo all'inizio.