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Capitolo 12
Destinazioni e destini

“ Forse un giorno qualcuno aspetterà anche me, al di là di una finestra appannata. E forse anche io, in quel momento, guarderò l’orizzonte nell’attesa di tornare. ”

Indizi preziosi – Kuril Islands

Il coltellino brilla fra le mie mani. La sua lama tagliente è come una luna nel buio della stiva, mentre la osservo. Siamo appena attraccati a Kunashir, un’isola appartenente alle Isole Kuril. Il piccolo pezzo di carta ritrovato nella mia tasca suggeriva di visitare questo luogo, per questo ho contattato un amico che abita nei paraggi per capire come muovermi. Quando scendo dal veliero insieme alla mia ciurma, rimango sbalordito. La natura regna con fierezza e vigore, plasmando la forma dell’isola come per difenderla dai venti e le acque salmastre che la circondano. Mi domando chi possa essere il mio segreto suggeritore, mentre raggiungiamo la casa di Cecil. Una bellissima magione, che pare risultare fuori luogo in un’area così desolata. Lui ci attende all’ingresso, pronto ad accoglierci: nel suo grande salone, pranziamo con degli Open sandwich con bastoncini di salmone e ascoltiamo della musica classica. Parlando con Cecil, scopro che in paese si era parlato di bracconieri, accampati in un’area deserta dell’isola. Ecco dove mi dirigerò con la mia ciurma. Terminato il pranzo, ringraziamo Cecil e ci avviamo verso l’area da lui descritta. Non sappiamo esattamente cosa cercare, per questo camminiamo scrutando l’orizzonte bianco di luce. Finalmente, ecco qualcosa di strano apparire fra la bruma: una sorta di piccolo accampamento. Ci avviciniamo con cautela, cercando di non fare rumore: in fondo, potrebbe esserci ancora qualcuno all’interno della tenda e non ne conosciamo le intenzioni. Attendiamo qualche minuto, poi prendiamo coraggio e facciamo il nostro ingresso. All’interno, poche cose. Sembra che chiunque vi fosse all’interno sia però scappato di fretta, visti gli oggetti lasciati a terra confusamente. Una mappa dei mari vicini, un libro di leggende ambientate in Giappone… nulla che sembri avere una rilevanza. Decidiamo di tornare verso il veliero, ma poco prima di abbandonare la tenda decido di prendere il libro. Non sarà utile alla mia ricerca forse, ma ho sempre amato le leggende e mi sembra sbagliato lasciare il libro alle intemperie. È solo quando torniamo sul veliero che riesco finalmente a leggere le storie al suo interno. La prima? Quella di un volatile misterioso capace di portare i viaggiatori a destinazione, un volatile nascosto ad Okayama.

Segui la luce – Okayama

La giovane donna indica un punto sull’antica mappa. Yaeko sembra sicura di quello che ci sta raccontando, mentre ci prepariamo alla spedizione mangiando del Tara Katsu con salsa stile Tonkatsu. Io e la mia ciurma ascoltiamo attentamente: il volatile misterioso è stato avvistato proprio qualche ora prima del nostro arrivo dal padre di Yaeko, un pescatore di Okayama, durante una tempesta. Pare avesse trovato rifugio su una grossa roccia al largo della costa, uno strano ammasso di pietra. Grazie all’infallibile conoscenza delle mappe di Yaeko, suo padre è riuscito a identificare l’area in cui dovremo dirigerci. Una volta terminato il pranzo, ci alziamo: siamo pronti ad affrontare una nuova avventura. Yaeko però ci ferma: avremo bisogno di qualcuno che sappia guidarci anche nella notte, visto che il buio sta calando. Con aria risoluta, si raccoglie i lunghissimi capelli neri in una coda alta ed indossa l’impermeabile del padre. Ora siamo pronti a partire. La tempesta è terminata, ma il cielo è ancora scuro e il mare ancora agitato. Mentre andiamo verso destinazione, Yaeko chiede di vedere il libro di leggende. Con gli occhi grandi sgranati, legge il capitolo dedicato alla creatura che stiamo inseguendo. Mi dice che da bambina amava molto questa leggenda, poiché pensava a suo padre solcare i mari per poi tornare a destinazione grazie all’aiuto del mitico volatile. Capisco il sentimento di Yaeko, la immagino bambina guardare fuori dalla finestra nell’attesa del padre. Forse un giorno qualcuno aspetterà anche me, al di là di una finestra appannata. E forse anche io, in quel momento, guarderò l’orizzonte nell’attesa di tornare. Ma adesso non è il momento di pensare al futuro: Yaeko mi chiama e io la raggiungo a prua. Il buio è ormai quasi calato sulle acque blu, che sembrano però scintillare. È come se delle stelle costellassero una grande roccia, che emerge dall’acqua. Costellazioni azzurre e tremanti. Rimaniamo tutti meravigliati. Yaeko spiega che quelle sono le lucciole di mare, uno spettacolo della natura noto per portare buon auspicio. Le luci iniziano ad illuminarsi, una dopo l’altra, anche nell’acqua. Un gran battito d’ali ci fa alzare il volto verso il cielo, ed eccolo: il volatile sembra osservarci, e poi inizia a planarci attorno. Man mano che le luci si illuminano, creando un sentiero, noi ci spostiamo nella loro direzione, accompagnati dal volatile. Yaeko guarda sulla mappa, cercando di capire dove punti il volatile. Le luci ormai sono scomparse, siamo solo noi e la mitologica creatura a salpare le acque nel cuore della notte. Dopo ore di viaggio, sembra ormai chiaro che il volatile sta cercando di indicarci la via. Quale? Non lo sappiamo ancora, ma Yaeko sembra non avere dubbi: ci stiamo avvicinando alla Corea del Sud.