La nostra storia:
gli anni Novanta

Gli anni dei cambiamenti

Un mercato in cerca di praticità e qualità

L’arrivo degli anni Novanta portò con sé un’ondata di incertezze e ristrettezze economiche, con una grave crisi valutaria che condusse l’Italia in recessione. L’intero sistema politico, delegittimato da inchieste giudiziarie come “Mani Pulite”, non seppe fornire soluzioni efficaci. Cambiarono gli stili di consumo e le abitudini alimentari e i consumatori si mostrarono sempre più attenti ai tempi e alla facilità di preparazione delle ricette, così come alla qualità degli ingredienti. La dieta mediterranea s’impose come regime alimentare salutare e occasione di recupero dei sapori popolari e delle antiche tradizioni culturali, con la conseguente rivendicazione dell’eccellenza agroalimentare made in Italy.
La risposta alle nuove esigenze arrivò efficace e immediata: la vasta gamma di cibi pronti disponibile sul mercato, dai sughi alle paste, dalle pizze surgelate alle insalate già condite, assicurava la possibilità di ridurre sensibilmente i tempi di preparazione senza rinunciare al piacere di servire pasti completi e saporiti, risparmiando.
Accanto ai marchi più famosi presero piede le private labels, che contraddistinguono quei prodotti che portano lo stesso nome della catena di supermercati in cui sono venduti. In Italia cominciarono ad apparire, inoltre, i primi hard discount, pensati per la vendita di prodotti di largo consumo a prezzi più bassi.
Findus si allineò ai nuovi stili di consumo, arricchendo il proprio portafoglio con prodotti che univano in sé la facilità di preparazione e l’elevata qualità degli ingredienti.

Veduta interna di un supermercato, 1990. ©Mondadori Portfolio/Fototeca Gilardi.

 

Linee di produzione della pasta 4 Salti in Padella nello stabilimento di Cisterna di Latina.

Nuovi investimenti per rafforzare la leadership

In tutta Europa il nuovo decennio si aprì con un considerevole aumento del consumo di cibi e piatti surgelati. In Italia, in particolare, si registrò l’incremento più significativo e Findus aveva dalla sua una quota di mercato superiore al 50%. Forte di questo predominio, Unilever continuò a investire nello stabilimento cisternese per interventi di riorganizzazione e modernizzazione.
A metà degli anni Novanta però i tassi di disoccupazione ormai a doppia cifra acuirono il senso di sfiducia delle famiglie italiane, con un inevitabile crollo dei consumi. Le private labels e gli hard discount, che avevano nel prezzo la principale leva competitiva, cominciarono a incontrare il crescente interesse dei consumatori.
Nonostante la battuta d’arresto delle vendite, Findus decise di consolidare e amplificare la propria posizione di leadership. Ancora una volta scommise sull’innovazione. Alcuni prodotti, ad esempio i vegetali “al naturale”, risultavano più facilmente imitabili dalla concorrenza, perché ottenuti con processi produttivi basati su tecnologie più che collaudate. Di qui l’idea di concentrarsi sulla creazione di prodotti più ricercati, come i vegetali “ricettati”, molto più complicati da replicare.
Gli Spinaci Filanti, ottenuti con una tecnologia straordinariamente evoluta, furono il primo di una lunga serie di successi che, a partire dal 1996, prenderanno il nome di 4 Salti in Padella.

Un'organizzazione sempre più al passo con i tempi

Fedele al suo stile meticoloso e perfezionista, Findus non mancò di dedicarsi a un più generale e radicale ripensamento dell'organizzazione aziendale con l’introduzione di tecnologie all’avanguardia per lo scambio di dati e la gestione della supply chain, ma soprattutto con il reclutamento di giovani laureati e diplomati, che rappresentavano una quota via via crescente della forza lavoro.
Findus si adoperò per ottenere le principali certificazioni riconosciute a livello internazionale. La conformità agli standard definiti dall’International Organization for Standardization (ISO) in materia di qualità, ambiente e sicurezza rappresentava solo il punto di partenza di un processo volto al miglioramento continuo di tutte le attività svolte negli stabilimenti aziendali.
Il miglioramento continuo era il fulcro del Total Productive Maintenance (TPM). Il TPM aiutò ad attuare diversi interventi tesi a garantire la corretta gestione degli impianti e delle competenze, coinvolgendo il personale occupato nelle diverse funzioni aziendali.

Questo percorso fu, tra l’altro, lastricato da prestigiosi traguardi, quali il conseguimento del TPM Excellence Award, del Consistent Award, dello Special Award e infine del TPM World Class Award, che sarà attribuito nel 2005 dal Japanese Institute of Plant Maintenance (JIPM) per il raggiungimento di obiettivi di efficienza, qualità e riduzione dei costi di produzione.

Campi di spinaci dell’Agro Pontino.

Iniziava intanto a soffiare un vento nuovo, che vedeva uno spostamento dell’attenzione dei consumatori sulle conseguenze prodotte dalle scelte delle imprese sull’ambiente e sulla società. Una nuova sensibilità che fece da propulsore per politiche sostenibili e impegno concreto delle imprese.
Unilever si mosse su questa linea con un approccio centralizzato, istituendo una Divisione Ambiente, incaricata di trovare e attuare metodi eco-sostenibili lungo tutti i cicli produttivi.
Esclusa da sempre la possibilità di coltivare in serra i vegetali e pensando a fasi di semina e raccolta basati solo sul ciclo di madre natura, Findus si mise alla ricerca di nuove aree vocate per continuare a offrire un prodotto qualitativamente superiore, nel pieno rispetto della tracciabilità della filiera.
Anche sul versante dei prodotti ittici, Findus s’impegnò per garantire un processo di lavorazione rispettoso della biodiversità marina. Nel 1997 Unilever divenne membro fondatore del Marine Stewardship Council (MSC), ente non profit cui fu affidato il compito di affrontare i problemi legati alla pesca non sostenibile per preservare le risorse ittiche per il futuro.

Frame spot Sofficini "Le famiglie del sorriso", 1997.

Comunicare empatia

Findus scelse di promuovere i suoi prodotti in alcuni dei programmi televisivi di maggior successo negli anni Novanta, come il varietà televisivo “Fantastico”, in onda sulla prima rete Rai e condotto tra gli altri da Raffaella Carrà e Johnny Dorelli.
Nel 1992 Findus fece da sponsor al programma televisivo “Partita doppia”, condotto da Pippo Baudo e nel 1998, nel corso del programma “Il paese delle meraviglie”, condotto da Pippo Franco e incentrato sulle tradizioni culinarie del Bel Paese, furono mandati in onda diversi messaggi promozionali incentrati sulle Rosette Findus, che venivano utilizzate per la preparazione di facili ricette.
In un’epoca contrassegnata da pubblicità sempre più mirate e sofisticate, in grado di catturare l’attenzione di un folto pubblico televisivo, Findus riuscì a distinguersi facendo leva su campagne e, soprattutto, su personaggi capaci di entrare nel cuore degli spettatori.
Le “Famiglie del sorriso” prima e del camaleonte Carletto poi, così come l’affascinante Capitan Findus, sempre alla ricerca di nuove avventure, sono vividi esempi della potenza comunicativa con cui il brand ha affrontato un decennio di radicali trasformazioni negli stili di vita, di consumo e, più in generale, della società. Dirompenti dal punto di vista della comunicazione furono le campagne ideate per il lancio dei 4 Salti in Padella.

Il claim inizialmente utilizzato ben sintetizzava la promessa del brand: “Gusto in 5 minuti, per cambiare la vita da così a così”. In uno dei primissimi spot andati in onda, a partire dal 1996, un single che viveva da solo stupiva la mamma, scettica e un po' invadente ma soprattutto preoccupata per l'alimentazione del giovane, con un piatto di appetitosi Spinaci Filanti. La scena finale, in cui il movimento del mestolo utilizzato per cucinare accompagnava il claim “da così a così”, divenne subito un cult.

Ti cambiano la vita “da così a così”

UNA GAMMA PRODOTTI DECLINATA AL FUTURO

 

L’animo avanguardista di Findus si espresse negli anni Novanta nel lancio di prodotti fuori dal comune, nati da un fitto lavoro di ricerca del benessere, come l’innovativa gamma Linea&Gusto, e di riscoperta delle tradizioni culinarie dimenticate, col desiderio di risvegliare sapori e odori in grado di richiamare l’humus delle terre nostrane, come Le ricette del sole

Questo periodo sarà tuttavia ricordato soprattutto per l'esordio della linea dei 4 Salti in Padella che, vuoi per la novità della proposta vuoi per il nome accattivante, ottenne da subito un enorme successo. 

Innovativi e dirompenti furono anche altri prodotti di questo decennio, come, ad esempio, la celeberrima Speedy pizza, la gamma Verdi feste o la brioche gelato Tango.